
Lavoro: tematica molto importante per giovani e padri di famiglia, soprattutto qua in Sardegna, dove forse la crisi economica ha colpito di più. Il mondo del lavoro per noi giovani è molto più complicato di quello che sembra, purtroppo il prossimo, approfittando della crisi cerca sempre di trovare "il ragazzino allocco", che vada a lavorare per lui, raccontando delle fantastiche favole "il mio settore non conosce crisi, enfatizziamo troppo la crisi, dobbiamo essere positivi e convincere il cliente a spendere!". Purtroppo più che positivi dobbiamo essere realisti, la moneta non circola perchè i giovani diplomati (per l'appunto), sono troppo giovani, senza alcuna esperienza lavorativa (manca la logica) e per questo vengono abbandonati nel limbo del web, dell'informa giovani e dell'agenzia del lavoro, anche se preferisco chiamarlo ancora "l'ufficio di collocamento". Nell'altro caso, i giovani laureati, nonostante abbiano ottenuto anche il massimo dei voti, sono troppo vecchi a 25/30 anni per lavorare, quindi, fino a quando non avranno il solito "calcio in culo" per poter ottenere un posto di lavoro consono al titolo di studio, si dovranno accontentare o di rimanere a casa, o di lavare le scale (lavoro più che degno, ma per un giovane che ha la speranza di migliorare il proprio tenore di vita mica tanto), oppure di emigrare in qualunque altro stato dell'UE o come i ricercatori Italiani negli USA. Ma non dimentichiamoci degli operai di Porto Torres, che da mesi protestano sulla torre e occupano l'isola dell'Asinara, dimenticati in questa calda estate un pò da tutti, gli operai del Sulcis-Iglesiente, la crisi nel Nuorese, padri di famiglia che se fortunati riescono a prendere 800 euro al mese con la cassa integrazione. Se la politica delle leggi ad-personam, del legittimo impedimento, dei tagli sugli enti locali, sulla scuola e l'università andrà avanti, i posti di lavoro li occuperanno sempre "i figli di papà".
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