venerdì 4 settembre 2009

Il passaggio del gasdotto

Oggi (4 settembre 2009), nelle pagine de La Nuova Sardegna, cronaca di Olbia, è stato pubblicato un articolo, dove i cittadini di Spiritu Santu (Olbia) e La Castagna (Loiri), mostrano tutte le loro perplessità per la realizzazione della centrale di pompaggio del gas, che verrà realizzato in un'area naturalistica di elevato pregio. La situazione degli abitanti di queste zone è simile a quella in cui ci troviamo noi, abitanti di Su Canale. Il progetto prevede il passaggio del gasdotto proprio al centro del paese, nei pressi della stazione ferroviaria. I progettisti assicurano l'elevata sicurezza di questo gasdotto, comunque noi mostriamo sempre la massima perplessità. Pubblico l'articolo che potrete trovare nelle pagine de la cronaca di Olbia.

LA NUOVA SARDEGNA.

OLBIA. Un gigante di cemento in un’oasi naturale. Tra le galline prataiole e le gru. A stretto contatto con vigne e allevamenti di cavalli e a un passo dal parco fluviale del Padrongianus da un lato, dall’area marina protetta di Tavolara dall’altro. Le megastazione di pompaggio del gas continua a far discutere. La realizzazione della centrale di compressione, che sarà alta 15 metri e si estenderà su 19 ettari, trova nuovi fieri oppositori. I proprietari di terreni e aziende insediati nella zona. Un’area che ì compresa tra Spiritu Santu e le campagne della Castagna. «Spesso ho sentito parlare di aree degradate — dice Nanni Pischedda, già capo dell’ispettorato agrario —, ma in realtà ì un paradiso naturale. Questa ì una zona verde, ricca di querceti, vigne. Non possiamo permettere che venga distrutta per una centrale del gas». «Negli ultimi mesi — gli fa eco Franco Sionis, ex-assessore alla Cultura negli anni ’80 in una giunta di sinistra — si ì posto l’accento soprattutto sull’impatto paesaggistico, ma si ì tralasciato quello naturalistico. In queste terre sono presenti una serie di animali in via di estinzione. Penso alla gallina prataiola che viene a nidificare nella zona di Spiritu Santu. O alle gru che ogni anno scelgono le rive del fiume per sostare almeno una decina di giorni. Ho documentato tutto, ma si procede come nulla fosse». La zona destinata al gigante di cemento, che servirà per pompare il metano in arrivo dall’Algeria fino a Piombino, ì ricca anche di vigneti, con cantine annesse, aziende agro-zootecniche, più l’allevamento di cavalli di Sionis, famoso per aver dato i natali all’ormai mitico Già del Menhir, trionfatore del Palio di Siena nel 2008 e nel 2009 ed escluso dalla competizione dell’ultimo 16 agosto per manifesta superiorità. «Bisogna opporsi alla scelta scellerata di costruire la stazione proprio qui — parla ancora Sionis —. Ma deve essere il Comune a pronunciarsi. Il sindaco deve dire cosa ne pensa. Schierarsi per il si o per il no. Prenda esempio da altri comuni, che seppur chiamati in causa in modo provocatorio come Ottana, si sono subito detti contrari all’ecomostro. Non c’ì più tempo da perdere. I tecnici hanno già fatto i sopralluoghi per verificare la presenza di reperti archeologici. Il tutto senza che l’amministrazione abbia dato parere favorevole o meno alla centrale. Una cosa di una gravità inaudita». Di qui l’appello anche all’opposizione di centrosinistra. «Presenti subito un ordine del giorno per richiamare il sindaco, che finora ha abdicato al proprio ruolo. Ma non ì solo il Comune a dover intervenire. Ci troviamo davanti a una questione di enorme importanza e tutti dobbiamo far la nostra parte per impedire lo scempio. Istituzioni e cittadini ». (al.pi.)

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