sabato 27 dicembre 2008

RENATO SORU CONFERMA LE DIMISSIONI.









Martedì 23 dicembre, in tarda serata, Renato Soru ha confermato in Consiglio regionale le sue dimissioni da Presidente della Regione Sardegna. La conferma, come stabiliscono le procedure fissate dalla legge statutaria, è arrivata poco meno di un mese dopo l’annuncio delle dimissioni, dovute alla bocciatura di un emendamento della Giunta alla legge urbanistica. La Sardegna andrà al voto a febbraio. Di seguito alcune parti dell’intervento di Renato Soru in Consiglio regionale.




"Confermo le dimissioni con la massima serenità. Ho voluto cercare di gestire questa crisi nel migliore dei modi. In Consiglio, nella discussione trasparente come in una agorà, non nelle stanze segrete. La crisi è nata qui, alla luce del sole, sulla legge urbanistica: una discussione chiara da cui speravo che nessuno si astenesse, e qui ho voluto che si concludesse. Non rispondo ai tanti senza memoria, ai sepolcri imbiancati". "Ho presentato le dimissioni perché ritenevo che stessimo contraddicendo quanto di importante e di buonissimo avevamo fatto nel governo del territorio. Ma oggi, al di là di richiami all'unità o di parole generiche mi sarebbe piaciuto sentire quanto è importante il Piano paesaggistico e la sua applicazione nelle zone interne. Avrei voluto che la discussione entrasse nel merito. Così non è stato. Non ho sentito riferire nell'aula i temi che mi avrebbero potuto portare ad utilizzare meglio gli ultimi tre mesi della legislatura. Senza alcun dramma rivendico con orgoglio il grande lavoro fatto dal centrosinistra, mettendo al centro l'interesse della Sardegna senza tirare a campare o, a spese di tutti i sardi, cercare il facile consenso. Nel momento in cui non possiamo proseguire al meglio, diamo la parola ai sardi: intorno al loro giudizio, rinsalderemo un centrosinistra con nuova lena e nuova voglia di ripartire. Una coalizione di governo che sarà più forte, più coesa, e potrà ridare slancio a un programma e a una alleanza. Si andrà al voto rapidamente, e la campagna elettorale non sarà a spese dei sardi." "Stanotte dormirò bene perché so che ho speso questi anni cercando sempre di dare il meglio di me stesso, anteponendo a tutto gli interessi dei sardi. So che domani, quando riconsegnerò le chiavi, lascierò una Regione senza scheletri nell'armadio, senza una tv in ogni stanza ma con più computer, una Regione più moderna con delle regole certe e con un bilancio risanato. Ridiamo la parola ai sardi in modo che siano loro a giudicare cosa è stato fatto bene e cosa poteva essere fatto meglio". "Lascio una Regione con una pienezza di risorse come mai prima. Da dopodomani sarò in giro per tutti i paesi della Sardegna per riproporre le differenze, le linee di demarcazione. Andrò a parlare di scuola pubblica, di sanità pubblica che funziona e non di sanità privata che non funziona, non di metri cubi di costruzioni in più, ma di ragazzi con maggior cultura. Due modelli contrari si fronteggiano: è ora di chiedere ai sardi di scegliere. Ringrazio per l’onore che mi è capitato in questa vita, e faccio i migliori auguri alla Sardegna e ai sardi, i migliori auguri a tutti voi".


http://www.renatosoru.it/

sabato 20 dicembre 2008

POZZO SACRO DI CUGNANA - OLBIA.



Esempio di pozzo sacro in stato di abbandono, in loc. Cugnana, sulla strada provinciale per S. Pantaleo, si può visitare un pozzo sacro "Anonimo". Piccola premessa: Questo pozzo è stato oggetto di una precedente valorizzazione, con la realizzazione di un viottolo che porta allo stesso. Le condizioni attuali, (come si può vedere dalle foto) sono abbastanza tristi, in quanto, nessuno sà dell'esistenza di questo pozzo, è completamente assente la segnaletica che indica la presenza dello stesso, arrivando si incorre in una spiacevole sorpresa: nel pozzo sono stati effettuati degli scavi intorno all'area, la terra rimossa è stata riposta in modo che le acque provenienti dall'alto non abbiano un adeguato deflusso. Attualmente attorno al pozzo l'acqua è talmente alta che gettandovi un sasso, non abbiamo visto lo stesso toccare il fondo. Per poterlo visitare nuovamente bisognerà aspettare la stagione estiva, quando la "diga" si prosciugherà. Peccato....

POZZO SACRO DI "SA TESTA" Loc. Cala Saccaia - OLBIA.











Percorrendo la strada per la piccola frazione di Pittulongu, località balneare di Olbia, all'uscita della zona Industriale della Città, in prossimità della loc. Cala Saccaia, possiamo trovare un pozzo sacro in ottime condizioni. Questo pozzo viene chiamato "Sa Testa". Arrivando si può notare che il terreno circostante è abbastanza curato, nel viottolo che conduce al pozzo ci sono varie indicazioni sulla flora presente, come mirto, pero selvatico etc. Penso che sia uno dei reperti meglio conservati e curati del nostro territorio.

BIODIVERSITA' IN FORESTA, SARDEGNA DIGITAlLIBRARY.



mercoledì 17 dicembre 2008

GIUDICATI DI SARDEGNA..MONTI, CURATORIA DI FUNDIMONTE?

"ciao ho trovato il tuo blog e più precisamente il tuo articolo sulla storia della gallura , sapresti dirmi se il comune di Monti faceva parte del giudicato di Fundimonte?grazie"

Con questo post, rispondo al visitatore del mio blog, il quale mi ha chiesto se l'attuale Comune di Monti rientrava a far parte della Curatoria di Fundimonte, nel Giudicato di Gallura. Dopo una ricerca sul web, ho trovato un'interessante pagina (formato word) nella quale vengono elencati tutti i Comuni che facevano parte di quel determinato giudicato: molto bello comunque, perchè riprende i vecchi nomi, forse quelli originari di ogni territorio e comune Sardo. A quanto ho trovato, il Comune di Monti rientrava nella regione del Monte Acuto, nel "judicau de logudoro o de torres".




Pubblico l'elenco dei comuni del territorio del Monte Acuto, nel Giudicato di Logudoro:




Montacutu



Alà, Abaformosa, Bacuri, Bidhucara, Botidha, Budhusò, Bantine, Berkidha, Bunne o Balamune, Castedhu, Gaeciana, Golianuti, Idhatene o Gatema, Lerno o Leron, Monti, Nastarre o Restellus, Nulvara, Oleva, Osidhe, Oskiri Oti o Ossi, S. M. de Ardarello, Urra o S. Elias, Patada,Tula, Uludufe, Urule.







web.tiscali.it/andreacadau/rtf/judicau.rtf

domenica 14 dicembre 2008

MONTI, LA CANTINA DEL VERMENTINO TRA LE CENTO REALTA' MIGLIORI D' ITALIA.

La Cantina Sociale del Vermentino di Monti è stata inserita tra le eccellenze Italiane, assieme ad altre due realtà Sarde nel rapporto Eurispes, insieme ad altre cento aziende che hanno avuto grande successo in Italia. Il riconoscimento alla Cantina è stato consegnato ieri mattina ad Olbia nell'hotel Melià. Ha aperto i lavori il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, il quale ha affermato che «I cento casi sono stati selezionati osservando, di ciascuno, la storia, la dimensione, l’efficienza e la qualità dei servizi offerti al cittadino. l’Istituto si propone l’importante obiettivo, attraverso questa azione annuale di monitoraggio, di costruire una mappa sempre più aggiornata e approfondita di quelle esperienze di eccellenza che possono contribuire a rendere sempre più competitivo il nostro Paese». Nel caso della Cantina di Monti è stata presa in considerazione la storia e la formula imprenditoriale; la forma giuridica e organizzazione territoriale; gli organi sociali; il sistema premiante delle risorse umane; il fatturato e mercati di riferimento; il portafoglio prodotti, le strategie di sviluppo; l’innovazione; il rispetto per l’ambiente; la sagra del vermentino; i premi e riconoscimenti, e infine la certificazione di qualità. Insomma un monitoraggio a 360 gradi che ha consentito alla coop montina di centrare un altro importante traguardo: entrare a far parte delle cento esperienze imprenditoriali di successo.

sabato 13 dicembre 2008

CAGLIARI, LAVORATORI E STUDENTI SCENDONO IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO.

I lavoratori del petrolchimico di Porto Torres, con uno striscione contro la chiusura dell'impianto delle Polimeri Europa e un altro che dice "Eni non scalda, brucia", hanno aperto il corteo (per ora si calcolano oltre 15 mila presenze) partito dopo le 10 da piazza Giovanni in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la politica economica del Governo. Nell'isola (unica regione del Mezzogiorno dove si tiene un corteo) la protesta è di otto ore e non quattro come in tutta Italia, per sottolineare la gravità della crisi.I manifestanti, che provengono dalle otto province sarde, rappresentanti delle industrie in crisi, esponenti delle istituzioni e studenti, hanno attraversato le vie del centro di Cagliari, diretti in piazza del Carmine dove a fine mattinata è previsto l'intervento conclusivo del segretario nazionale Agostino Megale."Siamo di nuovo in piazza perché finora non abbiamo avuto risposte per superare la crisi, in particolare dal Governo - ha spiegato il segretario generale della Cgil sarda, Giampaolo Diana -. Stiamo chiedendo di operare come è accaduto in altri paesi europei, come Germania, Francia e Spagna, dove sono state utilizzate ingenti risorse pubbliche. In Sardegna, poi, la crisi è ancora più devastante e forse qualcuno non capisce cioè che può succedere con ulteriori chiusure nell'industria".

martedì 2 dicembre 2008

SOCIAL CARD, ELEMOSINA DI STATO.

La crisi incombe e molte famiglie Italiane arrivano a stento alla fine del mese, oltre a questo siamo alle porte del Natale, tutti dovremmo essere più buoni e con il braccino meno corto del solito. Il Governo Berlusconi è diventato più buono per il Natale, e per questo ha deciso di affrontare la crisi in maniera decisa, una soluzione drastica per tutti i cittadini che hanno difficoltà economiche; Tremonti presenta la Social Card! Una carta di credito anonima, fornita dallo stato, la quale verrà ricaricata mensilmente di 40 euro. Il cittadino in maniera per nulla anonima dovrà richiederla, un umiliazione per tutte le persone che non hanno la possibilità di avere una vita più agiata. Questo a causa dell'economia e della politica degli ultimi anni, che ha puntato troppo sul consumismo e sulle imprese, sui record di produzione mondiale, senza pensare alle difficoltà di casa nostra che si stavano creando e che oggi purtroppo per noi viviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Un vero rilancio dell'economia e delle imprese, (partendo da quelle più disagiate e che stentano a rispondere alle richieste del mercato), consisterebbe nel razionalizzare le spese eccessive che lo stato deve affrontare, come gli inutili costi della politica, migliorare il mondo dell'agricoltura e renderlo più conveniente per l'imprenditore e più accessibile per il consumatore, tagliando la filiera che un prodotto deve subire senza ulteriori costi assurdi e speculativi. Il grano, la frutta etc., non sono beni voluttuari, ma sono beni di primaria necessità, ed è per questo che dovrebbero avere un costo più accessibile con un vero guadagno per il produttore. Molti giovani come me, abbandonano il settore agricolo per dedicarsi ad altro proprio per questo. Altra spesa che incide gravemente sul portafoglio di tutti gli Italiani è il carburante. Lo stato non si decide ad eliminare le accise, le quali gravano sul costo finale della benzina. Un taglio drastico delle stesse, con un imposizione dello stato sui petrolieri in modo che non speculino ulteriormente sull'eliminazione delle tasse, (almeno in parte) sarebbe un grande passo e un risparmio notevole per tutti noi! Altro che Social Card.

lunedì 1 dicembre 2008

ALLUVIONE, OROSEI IN GINOCCHIO.

«Non ci sono mezzi termini per descrivere questa situazione: Orosei è nella catastrofe. I danni arrecati dal nubifragio di venerdì scorso sono incalcolabili, centinaia di famiglie vivono nel dramma e sono senza casa, decine di esercizi commerciali e attività produttive sono sul lastrico, uffici pubblici e scuole sono inagibili e gli abitanti della frazione di Sos Alinos sono isolati. Stato, Regione e Provincia devono assolutamente rendersi conto della drammaticità della situazione e prendere immediati e straordinari provvedimenti per salvare il nostro paese». Gino Derosas, sindaco di Orosei, a settantadue ore dal diluvio che ha trasformato il suo paese in un campo sterminato di macerie e disperazione amplifica con tutte le sue forze la richiesta di aiuto.Una richiesta disperata che viene da tutti i cittadini di Orosei. Ieri mattina, dopo un’altra notte vissuta nell’apprensione di nuove precipitazioni, il paese si presentava come il teatro di un guerra perduta dove a vincere è stata la furia degli eventi che non ha guardato in faccia a nessuno.Ricchi e poveri, chi a costruito bene e chi no, chi ha investito tutti i suoi risparmi per la prima casa e chi ha speculato, l’i mprenditore che da lavoro a decine di persone e chi cerca di sbarcare il lunario con attività in proprio: tutti sono finiti sul lastrico. Ieri mattina sulle strade e sui marciapiedi di Orosei e di Sos Alinos si accatastavano cumuli di macerie ad ogni portone, sull’uscio di ogni negozio e sui piazzali dei grossi centri commerciali. Insieme al rumore delle motopompe che continuavano a svuotare dall’acque case e negozi si levava il pianto continuo e diffuso della gente comune. Senza soluzione di continuità proseguiva invece l’opera instancabile degli oltre 400 uomini e dei circa 150 mezzi messi in campo dalla Protezione Civile, dalla Guardia Forestale, dai Vigili del Fuoco e dall’Ente Foreste. Al loro fianco i Vigili Urbani, agenti della Polizia, Carabinieri, barracelli, Nonni Civici di Orosei e gruppi di volontari arrivati anche da paesi lontani come Meana Sardo e Trinità d’Agultu. «L’e mergenza è quasi superata - dichiarava ieri sera l’ispettore dei Vigili del Fuoco di Nuoro Bovore Pinna che da tre giorni non si stacca dal tavolo dell’unità di crisi allestita in Comune - ad oggi, in collaborazione con tutti i diversi corpi in campo, abbiamo effettato circa 500 interventi di emergenza ad Orosei centro e una settantina a Sos Alinos. Operazioni che hanno riguardato in primis il soccorso a persone in grave difficoltà, allo svuotamento d’acqua di abitazioni e di esercizi pubblici e attività commerciali e alla perizie di staticità su edifici pericolanti. Ma solo oggi inizierà la fase più penosa: la stima dei danni». Che, come sottolinea, lo stesso sindaco, ogni ora che passa lievitano in maniera esponenziale. A parlare di centocinquanta milioni di euro si rischia di sbagliare per difetto perché oltre a oltre 600 abitazioni private gravemente danneggiate, hanno avuto danni enormi il settanta per cento delle attività commerciali e dei locali di ristorazione mentre solo oggi si conosceranno i danni ingentissimi che si segnalano anche nel distretto cave. Un capitolo a parte riguarda poi il mondo delle campagne dove non è stato possibile entrare per via dell’acqua che ancora allaga tutte le serre, le coltivazioni e i vivai. Centinaia anche i capi di bestiame affogati che da ieri mattina gli allevatori hanno incominciato a conferire nella discarica comunale delle cave autorizzata all’uopo dal servizio veterinario della Asl. Altre tre discariche per le macerie dei privati sono state allestite in altrettanti punti di raccolta del paese e una a Sos Alinos. Ieri mattina sono incominciati anche i primi interventi di ripristino del sistema idrogeologico devastato dal nubifragio.Un escavatore è in azione per aprire un nuovo canale colatore verso mare nel passiale di Orosei mentre un intero quartiere a ridosso del costone di Gollei è monitorato costantemente per evitare il rischio frane. Questa mattina in Regione è previsto un tavolo operativo alla presenza dei tecnici della Protezione Civile, degli amministratori provinciali e dei sindaci dei comuni colpiti dalle alluvioni. «In questa sede chiederò che i parametri adottati sinora per le ultime calamità naturali siano ridiscussi e cambiati - annuncia Gino Deoras - Quegli stanziamenti non bastano, Orosei ha bisogno di ben altro per evitare il collasso e le istituzioni lo sanno bene».